Vincenzo Andraous: dal buio alla rinascita (da leggere cercando di non giudicare)

Scritto da Andrea il giugno 16, 2010 – 2:34 pm -

Qualche giorno fa ho conosciuto un personaggio, direi ,“molto particolare”.

Questo personaggio ha scritto alcune pagine di cronaca nera, diciamo che è un personaggio che ha vissuto due vite e forse anche di più, un personaggio che è entrato nella storia della cronaca nera italiana grazie o a causa di fatti molto brutti nel senso che,come si definisce lui nel titolo di uno dei suoi 12 libri,  è un assassino.

“Autobiografia di un assassino”, è un libro molto crudo, dove l’autore, con grande sincerità, descrive la propria vita, racconta quello che ha fatto e lo racconta con molta onestà, senza lasciar trasparire né un macabro narcisismo per i delitti commessi, né un finto pentimento,  semplicemente racconta la vita vissuta con trasparenza, anche perché sono fatti di cronaca riportati.

L’ho voluto incontrare perché, oltre ad essere io studioso ed appassionato di tutto quello che riguarda la criminalità degli anni ’70, la cosa che mi ha colpito dquesi più è stato il fatto che ta persona ha voluto o meglio, ha sfruttato un’occasione molto importante, cioè quella di far tesoro di tutte quelle che sono le esperienze negative della sua vita per dare una mano al prossimo, per dare una mano a chi rischia di vivere una vita come quella che lui ha vissuto.

Lui si chiama Vincenzo Andraous .

Non sto qua a parlare della sua vita, l’ha fatto lui molto bene, e nessuno più di lui può descrivere la sua persona.

La prima domanda che gli ho fatto è stata: “quanti anni hai?” e lui mi ha risposto:”son del ’54 e quindi ho 56 anni”.

La seconda domanda è stata “quanto tempo hai fatto in carcere?” e lui mi ha detto:”tra una cosa e l’altra sono 40 anni di carcere”.

E’ curioso perché lui ha scritto sul suo libretto “FINE PENA: MAI” , infatti sta scontando  l’ergastolo.

E’ strano per me parlare di Vincenzo, perché quando racconti pubblicamente quello che hai provato è facile essere travisati:  a pranzo con lui in un ristorante mi rendevo conto di essere davanti ad uno dei più spietati rapinatori e killer,  evaso 4 volte, tanti omicidi.

La domanda, ovviamente, può nascere spontanea “cosa ci fa uno, che ha l’ergastolo, libero, in un ristorante a pranzo con delle persone?”

“Ci fa” perché ormai da una quindicina d’anni  questa persona, e sottolineo questa persona,ha dedicato la sua vita ad aiutare dei ragazzi (a Pavia c’è il  centro chiamato “La Casa del Giovane”). E’ un counselor in sviluppo e gestione risorse umane, un tutor, esce al mattino dal carcere e rientra la sera e durante la giornata si dedica ai suoi ragazzi, in maniera molto pratica: persone che hanno problemi di tossicodipendenza, persone che hanno problemi con la giustizia, e il fatto di essere sulla “cattedra del colpevole” fa la differenza.

Lui ha buttato via la sua vita perché passare 40 anni di 56 in carcere è segno che significa non vivere una bella vita, però da un lato c’è una sorta di “ammirazione” da parte mia, non per la sua vita precedente, ma per  il fatto di vedere in questa persona, che racconta con molta onestà quello che ha vissuto, le colpe che ha, e, nonostante questo, sapendo di non poter tornare indietro a cancellare quello che ha fatto, cercare di guardare avanti nel modo migliore possibile.

Ripeto, è stato veramente molto onesto con me, e credo che un messaggio importante, un insegnamento importante sia cercare di capire che tipo di persona è una persona come Vincenzo, una persona che dà tanto, forse grazie ai suoi perché, forse a causa di quello che è successo, o grazie e a causa di quello che è successo con una decisa capacità di mettersi in discussione.

L’intelligenza,la cultura e le capacità ora messe al servizio del bene lo stanno portando a rendere un servizio molto importante. Sono veramente molto curioso di poter avere a che fare con lui, sono veramente molto motivato nel poter proseguire questa nostra collaborazione e lo ringrazio per quello che mi ha raccontato, lo ringrazio per essersi mostrato esattamente per com’è, senza nascondere niente, senza aver fatto il fenomeno, senza aver fatto il pentito o, in qualche modo senza essersi nascosto dietro ad un’infanzia difficile, alla povertà ecc. ecc.

Invito a leggere i suoi libri, sia la sua storia se lo trovate ancora, sia l’ultimo libro “Vittime e carnefici, tutti intorno stanno gli indifferenti”.


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One Comment to “Vincenzo Andraous: dal buio alla rinascita (da leggere cercando di non giudicare)”

  1. Vincenzo Andraous: dal buio alla rinascita (da leggere cercando di … Says:

    [...] Prosegue Articolo Originale:  Vincenzo Andraous: dal buio alla rinascita (da leggere cercando di … [...]

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