Tecniche di seduzione? E’ necessario un chiarimento.

Scritto da Andrea il dicembre 24, 2008 – 2:31 pm -

E’ facile sorridere o fare battute riferendosi alla seduzione.

Da quando ho deciso di dedicarmi a questo argomento non c’è stata persona che non abbia mostrato interesse alla cosa.
Naturalmente questo interesse spesso non riguarda la persona in questione, spesso “essa” fa da tramite per un cugino o un amico moooooolto intimo ;-)

Le domande classiche sono: “Ma teeee, insegni delle tecniche che servono a “beccare” qualsiasi persona io voglia?”
Oppure, in modo molto sarcastico: “si va beh, dai, adesso uno fa il tuo corso, era sfigato fino al giorno prima e il giorno dopo chiava come un riccio?” (chiedo scusa per la parola riccio :-) )

Risposta alla prima: NO! Io non insegno tecniche per beccare fini a se stesse…perchè credo, ed è la parte più importante del corso, oltre che una filosofia di vita, che la tecnica da sola non serva a nulla.
Conosco un sacco di gente (in PNL li chiamo Piennellari, nella seduzione non ho ancora trovato un termine non volgare), che dopo aver letto libri come “the Game” o il “metodo Mystery” si concentrano solo sulle tecniche e sulle routines, dimenticandosi il vero concetto di questi testi. E quindi vanno in giro a “cappare”, a cercare “IDI” ,ecc. non riuscendo a “beccare” neanche pagando.
E non ne faccio una questione legata esclusivamente alla seduzione, lo credo fortemente, lo sostengo e lo trasmetto in qualsiasi seminario. Anche durante i miei corsi di PNL mi batto affinchè le persone capiscano questa importante differenza:

La tecnica è NIENTE senza la consapevolezza e senza l’atteggiamento giusto (quelli che ne sanno tanto lo chiamano “STATE”). E come spiego nel mio ebook ATTEGGIAMENTO non significa ATTEGGIARSI.
Tutte le tecniche di questo mondo sono delle “rifiniture”. Sono l’arredamento, il colore, gli affreschi di un palazzo costruito su fondamenta solide.

La tecnica senza l’atteggiamento è come un palazzo bellissimo senza le fondamenta, prima o poi crolla.

Se le “tecniche” sono il naturale proseguimento di una consapvolezza, di un atteggiamento e di stati potenzianti, allora funzionano e alla grande.

Risposta alla seconda:
1- Devo ancora trovare uno che ha visto i ricci chiavare e nel caso, a mio avviso, ci son cose più interessanti da vedere.
2- Se il presupposto è che uno si considera “sfigato”, prima dovrebbe fare qualcosina sulla sua identità. Già facendo questo i risultati cambierebbero e di tanto.
3- Non esistono persone “sfigate”: esistono persone che non conoscono e quindi non valorizzano i loro punti di forza. E in questo non c’è differenza tra uomini e donne.

Chiunque ha delle carte da poter giocare, la questione è sapere quali sono e soprattutto in che modo giocarle.

AF


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