Il Dolore fa parte della vita…parte seconda ;-)
Scritto da Andrea il gennaio 10, 2011 – 7:51 pm -Qualche mese fa ho scritto un articolo che parlava di come il dolore sia parte della vita (e che ripropongo qui sotto).
Mi riferivo a una grossa sfida che stavo indirettamente affrontando, che ancora sto affrontando cercando di essere il miglior figlio, coach e amico che mia madre potesse avere.
E’ meraviglioso per me, oggi, poter scrivere di un grosso miglioramento nello stato di salute di mia madre.
Esattamente 2 ore fa ho ricevuto la splendida notizia, dalla sua voce rotta dalle lacrime di gioia, che i risultati della Tac sono molto positivi…
Il percorso iniziato insieme, i rimedi, le cure, la dedizione quotidiana al miglioramento personale, la fiducia in un percorso per certi versi sconosciuto, la fede e l’atteggiamento, il cuore di una donna che ha sempre affrontato “guardando la Tigre negli occhi” tutte le sfide che le sono capitate.. stanno dando dei frutti meravigliosi.
E’ solo l’inizio, adesso si continua più motivati e forti di prima.
Questo post è solo un piccolo gesto di gratitudine per delle persone speciali:
A Salvatore per quello che fai ogni giorno, per la persona che sei, per tutto l’Amore che le stai dando. A mia Zia Dony per essere la sua “motivatrice quotidiana” (quello che fai tu ogni giorno è veramente straordinario), a mia cugina Ery per essere la miglior nipote che mia madre possa avere (e la miglio cugina che io possa avere), a mio Zio Lu, grazie per aver permesso di vivere uno dei più bei Natali degli ultimi 15 anni, al mio “Angioletto” Micky, che col suo “nonna guarisci perchè io devo giocare con te” ha innescato il più potente motore che possa esistere.
E un ringraziamento speciale va a quei medici che si rendono ancora conto di avere a che fare con delle persone e non con statistiche e/o numeri, a Gina Abate per il suo meraviglioso, potente, dolcissimo contributo, a Nan Coosemans per l’aiuto pratico costante…e a Roy Martina…You are truly the Best Healer that i Know, my friend.
E il GRAZIE più grande del mondo va a mia madre. Grazie per la fiducia che mi hai dato, grazie per avermi creduto, grazie per esserti aperta così tanto con me, grazie per tutto quello che mi hai dato, per come sei stata con me e per come lo sei ancora oggi. Grazie, per avermi permesso di “romperti i coglioni con le mie cose strane”… e grazie per l’esempio che mi stai dando ogni giorno.
Ti voglio un bene dell’anima.
E’ solo l’inizio Mà, e come mi hai insegnato tu…le cose si fanno bene!
Andre
Ecco il mio precedente post:
Negli ultimi mesi la vita mi ha portato ad accettare, ad affrontare, determinate sfide, tante positive e qualcuna negativa.
Anche se non vuoi, queste sfide, le accetti, perché non farlo significa lasciarsi andare e, per certi versi, arrendersi.
Non è importate raccontare quello che è capitato, mi limito a dire che certi fatti ti coinvolgono direttamente e arrivano come un fulmine a ciel sereno.
In questo periodo, per aiutare persone a me più vicine, sto utilizzando tante risorse a mia diposizione, risorse in cui credo tantissimo e a cui ho dedicato anni della mia vita, strumenti che mi hanno permesso di affrontare e superare delle paure, delle crisi, momenti molto impegnativi.
La più importante di queste sfide è ora in corso e, spesso, la gente che conosce la situazione mi chiede, trovandomi comunque sorridente, con la battuta pronta, come faccia ad avere questa forza, questa fiducia che tutto andrà per il meglio e questa capacità di sdrammatizzare.
Credo ci sia un messaggio importante da capire e credo, in questi mesi, di aver io stesso capito qualcosa di fondamentale: io non concepisco la PNL (o qualsiasi altro strumento) come “utile” solo per evitare il dolore, non concepisco l’utilizzo di tecniche per evitare le paure o per evitare di soffrire nella vita. Sarebbe un palliativo, un anestetico che non serve a nulla.
Vivere significa anche accettare il dolore, perché il dolore fa parte della vita.
Noi cresciamo anche grazie al dolore più forte del mondo, che ci piaccia o no.
Chi noi siamo, è determinato da come rispondiamo anche al dolore che proviamo, come accettiamo il dolore che viviamo, come lo affrontiamo e che significato produttivo riusciamo a dare a ciò che ci capita.
La paura è parte della vita.
Costantemente ho paura di affrontare determinate situazioni, ciò non significa che non debbano essere affrontate.
Ritengo che la forza di una persona sia direttamente proporzionale alla sfida più grande che riesce ad affrontare, che si impegna ad affrontare.
Certo, a volte le sfide non le scegli tu, a volte sono loro che scelgono te, ma ho la forte convinzione che (prendo spunto dalla Bibbia in questo) “nessuno porta un peso più grande del peso che riesce a sopportare”.
Vorrei non affrontare la sfida attuale? Assolutamente si!
Mi piacerebbe vivere un momento dove la salute delle persone a me più care sia ottima, mi piacerebbe vivere in totale serenità, ma questo è il momento che mi sta capitando, questa è la sfida che sto affrontando e, di conseguenza, non posso far altro che tirar fuori tutte le risorse che ho a disposizione e accettare il fatto di poter avere paura, facendo in modo che la paura stessa diventi mia amica e che mi aiuti ad attingere a risorse ancora più importanti, più profonde.
Non sto dicendo che sia facile, a volte è molto, molto impegnativo…ma in questo momento non è una giustificazione per mollare.
Non so se queste righe possano aver dato uno spunto o un messaggio importante, personalmente l’ho voluto condividere per sfogarmi, per manifestare quello che ho dentro.
Ci saranno errori o pensieri non condivisi.
Ritengo però,che nel momento in cui diamo il meglio di noi, attingendo a quella che è la nostra vera identità, il vero nostro potere, non sbagliamo mai. Probabilmente si fallisce veramente non quando si cade, ma quando si cade e non si ha la forza di rialzarsi.
Per quanto mi riguarda quello che voglio dare a me stesso ed il messaggio che voglio trasferire alle persone a me più vicine, che leggeranno questo post, è che fino al momento in cui io avrò la capacità di rialzarmi lotterò sempre e chiedo a voi di fare altrettanto, insieme a me.
Posted in Post | 5 Comments »




gennaio 11th, 2011 at 10:41 pm
grazie Fava! un abbraccio a te, alle tue paure e al tuo coraggio!
gennaio 12th, 2011 at 6:17 pm
Giuli sei una donna straordinaria, Andre mi hai fatto piangere..
gennaio 13th, 2011 at 4:14 am
…grazie Andrea per questa condivisione…
gennaio 24th, 2011 at 9:58 pm
Ogni bene!
gennaio 27th, 2011 at 3:56 pm
Ciao Andrea (continuo a darti del tu). Ho trovato un bel pezzo di Tagore che magari ti farà piacere leggere. (la traduzione dall’inglese è mia).
Se guardiamo un bambino mentre impara a camminare, assistiamo ad innumerevoli cadute; i suoi successi sono davvero esigui. Se dovessimo limitare la nostra osservazione a quel ristretto lasso di tempo, quanto visto ci parrebbe crudele. Nonostante i ripetuti fallimenti, c’è uno slancio di gioia che sostiene il bambino nella sua missione apparentemente impossibile. Notiamo che il bimbo non pensa tanto alle sue cadute, quanto alla capacità di rimanere in equilibrio anche solo per un attimo. Così come accade con gli incidenti di percorso di un bambino che incomincia a camminare, anche noi ci imbattiamo nelle più svariate forme di sofferenza nella vita di tutti i giorni; queste ci dimostrano tutti i limiti della nostra conoscenza e della nostra capacità di perseguire quanto desideriamo. Questa dimostrazione di debolezza personale dovrebbe ucciderci di depressione generale. Quando si osserva solo un’ area circoscritta della nostra attività, i nostri fallimenti individuali e le nostre disgrazie si ingigantiscono nella nostra mente, ma la vita ci porta istintivamente ad avere una visione più ampia; ci offre un ideale di perfezione che ci spinge sempre al di là dei nostri limiti attuali. Dentro di noi abbiamo una speranza che cammina sempre davanti alla nostra ridotta esperienza del momento. E’ l’incrollabile fede nell’infinito che c’è in noi, che non potrà mai accettare qualsiasi nostro handicap come un fatto permanente. Essa non pone alcun limite alle proprie possibilità. Ha il coraggio di affermare che l’uomo condivide con Dio l’unicità ed i suoi sogni più arditi diventano realtà ogni giorno.
Roberto