BASTA col “TALENTO”

Scritto da Andrea il giugno 22, 2007 – 11:05 pm -

Ognuno di noi ha degli “idoli” sportivi.

Calciatori come Ronaldino, Totti, Del Piero, Cannavaro, Kakà, o cestisti come Michael Jordan, Lebron James, Magic Johnson. Oppure golfisti come Tiger Woods, Phil Mickelson, Vijay Singh.

A ognuno di noi è capitato di essere in un campetto giocare cercando di “modellare” le gesta del nostro eroe. Crescendo abbiamo avuto altri modelli di riferimento, magari grandi imprenditori, persone che hanno avuto un’idea e hanno fatto di tutto per realizzarla. Personaggi del calibro di Bill Gates, Steve Jobs, Renzo Rosso, Ennio Doris, Nerio Alessandri. Tutte queste persone, ammirate e conosciute in tutto il mondo, devono il loro successo a un indiscusso talento.Talento sportivo, imprenditoriale, creativo, ecc. Talenti invidiabili che ne fanno delle icone per milioni di persone.Ma ‘sta parola, “talento”, ha rotto i coglioni!! :-) :-) Mi spiego meglio.E’ innegabile che le persone sopra citate abbiano delle spiccate capacità, ma queste capacità le riconosciamo ora, perchè sono famose, perchè hanno successo.Quante persone conosciamo con capacità e grande talento che non sono riuscite ad “arrivare” dove volevano perchè non ci credevano abbastanza, perchè non hanno perseverato o semplicemente perchè non sono state disposte a fare tutto ciò che serviva? Una delle cose che più mi chiedo quando penso alle persone di successo è: Com’erano quando sono partiti? Come hanno iniziato? In cosa credevano? Cosa pensavano? Cosa si dicevano? Cosa COSTANTEMENTE visualizzavano? Questa per me è la parte più importante. E’ facile ora ammirare Mr. Diesel Renzo Rosso o Mr. Technogym Nerio Alessandri dando per scontato il loro successo. Ma negli anni 70/80, quando questi 2 ragazzi poco più che ventenni avevano in mente, uno di farsi i jeans da solo e l’altro di costruire attrezzi per il bodybuiding, quanti ci avrebbero scommesso? Quante critiche, pressioni, scoraggiamenti, prese in giro hanno ricevuto? E cosa ne hanno fatto di queste critiche? Ora è facile definirli dei grandi, troppo facile.La domanda che dobbiamo farci è un’altra: Cosa pensava il mio “modello di riferimento” quando ha iniziato? Come viveva? Cosa provava? Su cosa e come era concentrato? E cosa sono disposto a fare io, ORA, per raggiungere ciò che voglio?Anni fa ho avuto la fortuna di condividere la camera d’albergo (ho condiviso solo quella, ok!!??) col più grande campione del mondo dei pesi massimi di Kick e Thay boxing, Rob Kaman.Anche se avevo praticato per pochi anni le 2 specialità conoscevo bene la fama e la forza di Robbie, avendolo visto polverizzare pi� volte i suoi avversari durante i tornei internazionali. Al che, motivato come un bambino che ha di fronte il suo idolo, volevo in quella settimana carpire tutti i suoi segreti.Cacchio stavo imparando dal più grande!! La mia domanda è stata: “Robbie, che cosa ti ha permesso di diventare campione del mondo?”Ovviamente mi aspettavo risposte fantasmagoriche, segreti da lampada di Aladino, pillole di profonda saggezza ed ero pronto a paginate di appunti…

Risposta: “ Concentrazione totale su quello che facevo e ripetizione, ripetizione, ripetizione!”“Tutto qui?” ingenuamente chiedo io. “Ti sembra poco?” mi risponde lui.In effetti, riflettendoci, in quella risposta sono racchiuse tante cose.La parola concentrazione definisce il focus totale sull’obbiettivo e lo stato di massimo rendimento fisiologico e mentale. E la ripetizione è un condizionamento costante e continuo delle abilità .Cosa succederebbe se ci concentrassimo totalmente su un obbiettivo e ogni giorno, ogni settimana, ogni mese condizionassimo le azioni a tal punto da diventare sane abitudini? Tutte le persone che stanno frequentando il programma FLY ogni settimana vivono esperienze come questa. Hanno un obbiettivo che vogliono raggiungere (molto spesso è il motivo per il quale si sono iscritti al corso), vengono subito affiancati da un Coach Fly che definisce con loro il piano d’azione più adatto e attraverso le serate del PLT, le coaching individuali ed Emotional Fitness si allenano costantemente al raggiungimento del risultato prefissato.A questo punto invito chi legge a fare il seguente esercizio:Trova un modello da seguire (può essere nel tuo lavoro, nello sport, qualcuno che ammiri e che può essere un esempio da seguire). Se fossi già quella persona, come ti comporteresti? Come respireresti? Come sarebbe la tua postura, la tua gestualità, la tua dinamicità muscolare? Cosa crederesti? (Elenca tutte le possibili convinzioni di questa persona) Come parleresti a te stesso? E agli altri?

Su cosa saresti concentrato durante la giornata? Come saresti concentrato?

Quali azioni faresti? (Fai un elenco di tutte le possibili azioni che hai gi� considerato e che non hai ancora considerato)

Con chi parleresti?

Con che convinzione esprimeresti ciò che dici?

E cosa faresti in più che ancora non hai fatto?

Trova il tempo di rispondere a queste domande su un quaderno (non farlo solo a mente) e portalo sempre con te, ogni tanto rileggilo e se ti viene da aggiungere qualcosa fallo. E poi ripeeti, ripeti, ripeti tutto quello che hai scritto vivendolo per 3 settimane. Fammi sapere come va. A.F.


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