Articoli Su Sviluppo Personale
PENSACI BENE!!
Scritto da Andrea il marzo 4, 2008 – 6:32 am -Molto spesso sono le tue convinzioni limitanti su una persona che limitano la sua crescita e il suo sviluppo.
AF
p.s. il vero post è quello che si crea nella tua mente nel momento in cui ti dedichi 5 minuti per pensare al significato di questa frase e, mentre ci pensi, rifletti anche su quali possono essere le persone con le quali hai realizzato o stai realizzando queste tue convinzioni.
Ah, ovviamente, se sei tra quelli che “non hanno credenze limitanti su nessuno”, prenditi pure 10 minuti
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Sì…Dai…Bravo…così!!!
Scritto da Andrea il febbraio 20, 2008 – 8:49 am -Voglio condividere un esercizio che ho dato da fare a un imprenditore con cui sto facendo coaching.
Pensa a un’area della tua vita in cui sai di essere veramente BRAVO! (non importa in cosa, potresti saper cucinare bene, o giocare bene a carte, o disegnare, qualsiasi cosa)
Ora prendi carta e penna e rispondi dettagliatamente a queste domande:
- Come sei quando sei bravo?
- Com’è la tua respirazione, la tua postura, quali gesti fai, com’è la tua espressione facciale?
- Cosa dici a te stesso quando fai quella cosa in cui sei bravo (elenca tutto ciò che ti viene in mente)?
- Quali sono le tue convinzioni riguardo a te stesso quando sei così?
- Quali sensazioni provi mentre svolgi quell’attività , dove le senti, in che punto del tuo corpo, che rotazione/movimento hanno queste sensazioni ?
Ora rileggi ciò che hai scritto e dopo averlo riletto un’altra volta chiudi gli occhi e rivivi le stesse identiche sensazioni…vedi ciò che devi vedere, ripeti mentalmente ciò che devi ripetere…
Ora pensa a un’area della tua vita in cui VUOI ESSERE PIU’ BRAVO, in cui vuoi migliorare.
Probabilmente se immagini la tua postura, la tua gestualità e ciò che ti dici mentalmente sono cose un pò diverse, giusto?
Bene, rispondi a queste domande:
Cosa accadrebbe se ORA, pensando a quell’area in cui vuoi migliorare, assumessi, la stessa IDENTICA postura, espressione facciale, gestualità , velocità di movimento e respirazione di quando sei BRAVO? Fallo ora…perfettamente uguale
ORA, con questa nuova postura, quali sensazioni nuove stai provando?
Dove le senti? Che movimento hanno? AMPLIFICA PIU’ E PIU’ VOLTE QUELLE SENSAZIONI…
E ora con questa nuova postura e queste sensazioni, cosa dici a te stesso in riferimento a quell’area della tua vita?
Quali sono nuove sane abitudini che puoi fare tue?
Con quali nuove espressioni scegli di descriverti in quell’area?
Scrivi e vivi in prima persona tutto quello che fai e ripeti questo esercizio per i prossimi 7gg, o 7 ore…o altre 7 volte
Qualcosa di meraviglioso capiterà
Se hai fatto bene questo esercizio ti sentirai meravigliosamente carico, sicuro e motivato a fare ancora di più proprio in quell’area che prima doveva migliorare.
E l’aspetto straordinario è che si può replicare in tutto ciò che vuoi.
A.F.
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Il coraggio ha ritrovato se stesso
Scritto da Andrea il febbraio 7, 2008 – 6:09 pm -“Un giorno, la paura bussò alla porta, il coraggio andò ad aprire e non c’era nessuno”
Quante volte hai sentito, letto, ripetuto questa celebre frase?
Il problema è che con tutte le volte che ha aperto la porta senza trovare nessuno, il coraggio era incazzato, soffriva di solitudine e pensava che la paura, da un pò troppo tempo, lo stava prendendo per il culo.
Si era rivolto a me per delle sessioni di coaching perchè aveva perso l’identità . Non sapeva più chi era veramente, si ritrovava paralizzato, non lavorava più, aveva perso tutto il suo smalto, la sua determinazione.
Stava rimandando cose per lui importanti, si sentiva triste, confuso, quasi frustrato. Più che coraggio sembrava Scoraggio.
Era una situazione abbastanza surreale, ma siccome ho un pò di esperienza a riguardo,decisi di fargli vedere la situazione da un altro punto di vista:
“Se vedessi la scena dall’esterno, cosa succederebbe se non aprissi quella porta?”
“Probabilmente la paura continuerebbe a bussare con ancora più insistenza”
“E cosa succederebbe se tu le urlassi di NON ROMPERE LE SCATOLE perchè hai da fare?”
“Conoscendola, insisterebbe fino a quando io non le apro”
“E se tu, passando dal retro, la prendessi alle spalle lei cosa farebbe?”
“Scapperebbe, perchè di me ha paura”
“Lei ha paura perchè tu hai il coraggio di guardarla in faccia?”
“Esatto”
“Ricordi un momento della tua vita in cui ti sei sentito veramente pieno di coraggio?”
“Sì, certamente”
“Entra ora in quella situazione, respira come respiravi, assumi la stessa postura, fai gli stessi gesti, con la stessa espressione facciale. Ripeti più e più volte con la stessa tonalità le cose che ti dicevi e amplifica questa sensazione stringendo il pugno”
“Ora, sono ancora io!!”
“Fantastico e come decidi di agire ora?”
“E’ molto semplice, lascerà sempre la porta aperta.”
Fu così, che da allora, trovando la porta sempre aperta, la paura restò a debita distanza, guardando da lontano quell’essere così sicuro di sè.
A.F.
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GUIDO…LA MENTE!
Scritto da Andrea il novembre 20, 2007 – 2:58 pm -L’altro giorno ero in coaching con un ragazzo, Guido, che ha (anche se a questo punto, con grande soddisfazione, potrei dire aveva
) dei tic nervosi molto particolari.
Da 22 anni (ora ne ha 26) a questa parte ha convissuto con questi in maniera straordinaria, nonostante fossero molto evidenti e per lui sicuramente imbarazzanti. La prima volta che l’ho visto mi ha fatto una bellissima impressione perchè, non potendo nascondere la cosa (erano molto visibili e anche sonori), non si giustificava, anzi ci scherzava.
Per conviverci in questi anni ha sviluppato delle caratteristiche straordinarie di simpatia, ironia, divertimento e carisma. Caratteristiche che gli stanno permettendo di ottenere ottimi risultati anche nel lavoro (fa il venditore e gestisce una squadra di 40 persone!!).
Si è rivolto a me perchè, dopo numerosi tentativi falliti e non volendo più drogarsi con psicofarmaci e cagate varie (chiedo scusa per la parola “psicofarmaci”
), qualcuno gli ha detto che con la PNL si poteva fare qualcosa per il suo “problema”.
Dopo aver capito com’era la “strategia che metteva in atto per creare i tic” e avergli spiegato come si sarebbe svolto il nostro lavoro, abbiamo iniziato a dare alla sua mente una “strategia diversa”, un percorso nuovo che per 22 anni non aveva preso in considerazione.
Risultato:dall’avere un tic ogni 2 minuti è stato 1 ora e mezza senza farne, il tutto stando totalmente tranquillo e sereno e questo per lui è un risultato straordinario.
Ora il lavoro è sempre più facile.
Ora Guido ha scoperto che può scegliere da che parte andare.
Ora, serve solo un gran lavoro di condizionamento.
E son sicuro che motivato e orientato al risultato com’è, vincere una volta per tutte la sua sfida.
Vi terrò aggiornati.
AF
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CHIEDIMI SE SONO FELICE!
Scritto da Andrea il novembre 1, 2007 – 2:42 am -Ssssssssssssst!!
Non ditelo a nessuno, ma sto scrivendo questo post in gran segreto, nascosto in camera di Rachele, una delle mie migliori coach.
Siccome c’è riunione a casa sua stasera a Roma e nessuno dei suoi collaboratori sa che sono qui, in attesa di far loro una sorpresa ne approfitto per condividere con voi una storia che mi piace molto e che si commenta da sola:
Un giorno un ricco uomo d’affari noleggiò un peschereccio per trascorrere una rilassante giornata in mare. C’era un bel sole e il ricco signore provò un sentimento di simpatia per il giovane e allegro pescatore che pilotava il battello attraverso le acque del porto.
“Giovanotto”, gli disse, “se mi ascolti attentamente posso insegnarti il segreto del successo.”
“Va bene” replica il giovane, continuando a pulire quel che aveva pescato la mattina sorridendo.
Sebbene un pò sconcertato dall’atteggiamento rilassato del giovane, l’uomo d’affari comincia la sua lezione.
“Prima di tutto raddoppia le tariffe. Hai una barca buona, pulita e sai dove la pesca è abbondante.”
“Perchè dovrei farlo?” replica il giovane pescatore, distratto da un piccolo granchio che giocava tra le onde, sulla riva.
L’uomo d’affari cominciava a spazientirsi. “Perchè così potrai comprarti un’altra barca e poi una terza e portare più turisti e prendere più pesce. Se lavori sodo, guadagnerai abbastanza da comprare un’intera flotta di pescherecci.”
“E perchè dovrei farlo?” chiese il giovane sdraiandosi sulla schiena per assorbire gli ultimi raggi del sole pomeridiano.
L’uomo d’affari era ormai fuori di sè. “Perchè così diventerai ricco e potrai far lavorare gli altri al posto tuo e passare la giornata a pescare e a rilassarti al sole!”
“Ah!” esclamò il giovane annuendo con l’aria di chi ha capito. “Un’idea meravigliosa!”
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SEI UN MYTHO!!
Scritto da Andrea il ottobre 23, 2007 – 6:54 pm -Ripensa a un momento della tua vita, anche piccolo, di quando sei stato al tuo meglio…Lascia andare la tua mente al ricordo.
Poteva essere mentre da piccolo giocavi o da ragazzino con gli amici o mentre praticavi il tuo sport preferito. O qualsiasi altra circostanza in cui sei stato al tuo meglio…
Ok, STOP!
Identifica esattamente la postura che avevi in quel momento, l’espressione del viso che avevi, la respirazione, la gestualità. Cerca di farlo nella maniera più precisa possibile e, ora, replica esattamente col tuo corpo, quanto hai identificato…
Nota come stai quando sei così, al tuo meglio.
Che sensazioni stai provando? Che direzione hanno quelle sensazioni…lasciati pervadere da quelle emozioni…
Cosa puoi fare quando SEI così? Come affronti la quotidianità quando SEI così?
E cosa significherebbe per te vivere la tua vita al tuo meglio?
Il piccolo esperimento che ti ho proposto non è altro che uno scorcio di esercizio che lo scorso weekend ho potuto sperimentare con un mio amico, grande esperto di “nonsolopnl” (se no lui si inkazza
) Piernicola De Maria.
Pier ha “portato” in italia uno strumento potentissimo, un’evoluzione e semplificazione della PNL chiamata Mythoself.
Fatti un giro sul suo sito www.acmeformazione.it e dì che ti mando io che sono “illuminato”
A.F.
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COERENZA in prima (VERDE)LINEA
Scritto da Andrea il settembre 16, 2007 – 11:08 pm -Ieri ero a Pavia, mia amata città natale, e dopo un pranzo da mamma sono andato a trovare il mio amico Corrado, titolare, insieme a suo fratello Matteo della palestra Verdelinea.
Erano mesi, dato il mio trasferimento a Carrara, che non ci ritornavo e avevo voglia e bisogno di tornare in un posto che per diverse ragioni mi stimolava al benessere sia fisico che mentale.
“Va beh, Fava, dai, in fin dei conti è una palestra, niente di più. Vai lì ti alleni e stai bene, è il compito di ogni palestra, ce ne sono migliaia in Italia”.
Vero, ma per quanto mi riguarda questa è diversa dalle altre per più ragioni.
Una delle cose che più insegno e, logicamente, apprezzo è la qualità del lavoro, intesa non solo come bravura, ma come un mix di passione+focus+professionalità +sensibilità +divertimento. Ogni volta che faccio una sessione coaching con qualcuno il mio obbiettivo è fare in modo che la persona riceva da me quel cocktail di caratteristiche. Non lo faccio per lei, lo faccio per me, sono io che voglio entrare in quello STATO (minchia come parlo da uno che ne sa!!!
), perchè so che nel momento in cui io sono così, automaticamente riesco a trasferirlo a chi ho davanti.
Il concetto più importante da capire della PNL è la COERENZA, intesa come “vivere in prima persona esattamente quello che si sta dicendo, o cercando di trasferire”.
Purtroppo, nel mio campo, tanti “piennellari” ( quelli che sanno la PNL) sono ancora troppo attaccati alla tecnica giusta da fare col cliente (il “ricalchino non verbale”, la guida, il VAK, il mappare la sbiriguda della scarpallaccia, ecc) ed essendo troppo concentrati su quello,sminchiano (termine tecnico imparato al Trainer’s Training.� E’ per pochi eletti
) tutto quanto.
Dico sempre ai miei allievi di diventare dei PIENNELLISTI (quelli che applicano la PNL) e di cercare il più possibile di essere,in primo luogo loro, quello di cui stanno parlando. Un secondo prima di parlare di passione, sicurezza, felicità , amore, coraggio, professionalità , sensibilità, complicità , ecc. CERCA TU DI ESSERE quelle caratteristiche. Ricerca la coerenza, vivila al 100%, almeno sai di cosa stai argomentando.
Tra i tanti personal Trainer che ho conosciuto, Corrado rappresenta esattamente il concetto di coerenza. Sempre impegnato a migliorare, a cercare un aspetto nuovo nel suo lavoro che può dargli un valore aggiunto. Quando ci incontriamo passiamo ore (come ieri) a parlare di vendita, di coaching, di miglioramento della qualità del servizio, di idee che vuole realizzare (a pensarci bene gli faccio delle coaching gratuite…bastardo
).
Un’ora di personal training con lui non significa allenarsi con uno che ti segue, ma ALLENARSI CON QUALCUNO CHE TI FA DARE QUELLO CHE LUI DA A SE STESSO: sempre focalizzato su quello che stai facendo, su ogni esercizio, e ancora di più, su ogni micromovimento, ti fa vivere ogni singolo esercizio al massimo delle tue possibilità sia fisicamente che mentalmente e se non hai dato il 110%, non è un problema, rifai, fin quando non hai dato il massimo.
La cosa straordinaria è che tutto lo STAFF è addestrato a fare così.
Non è un caso che sia la palestra migliore in città , esprime esattamente ciò che i suoi istruttori rappresentano.
Andrea
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…poi, una notte di Settembre mi svegliai…
Scritto da Andrea il settembre 5, 2007 – 5:21 pm -“Mettiti comodo…rilassato…rilassa il corpo e chiudi gli occhi…Ora ritorna con la mente a un momento della tua vita in cui hai fatto qualcosa facilmente, un momento in cui stavi bene con te stesso e con gli altri, in cui ti divertivi. Focalizza la tua attenzione esattamente sulla tua espressione facciale, sulla postura, la gestualità ,la respirazione…Cosa dicevi a te stesso in quel momento, quali erano le parole, le frasi…e le sensazioni che provavi che rotazione, che movimento avevano. ora facciamo un gioco: Muoviti, respira, gesticola, sorridi esattamente come allora, in quel momento. Ripeti mentalmente le stesse parole e fai scorrere le sensazioni nello stesso identico modo…e amplifica, amplifica e raddoppia il tutto…”
Come ti senti ora?
Come vedi la realtà che ti circonda?
Con questo tipo di Stato d’animo come affronti la giornata?
E cosa ti darebbe farlo ogni giorno?
Questa volta ho iniziato con un esercizio che negli ultimi giorni mi è servito tanto. Sono felice perchè dopo anni ho ritrovato armonia familiare grazie al matrimonio di mia cugina Erika e il mio cugino acquisito Christian (che approfitto per salutare). E’ stato bello e allo stesso tempo strano ritrovare insieme parenti che da anni non si parlavano e se lo facevano, litigavano. Ma quel giorno eravamo lì tutti insieme per festeggiare e non per litigare.
Non vi nascondo che ero un pò teso mentre andavo a Sassuolo perchè non sapevo come sarebbe stata l’atmosfera, ma poi mi son detto “E’ un matrimonio e non un funerale, è la prima volta dopo cinque anni che ci si ritrova tutti insieme, la prima volta in cui i miei parenti vedono Micky, il posto giusto per determinare l’ambiente”.
Ho pensato a come avrei voluto sentirmi nell’occasione e a cosa avrei potuto fare e cos’è stato.
E’ stato bellissimo sentirmi in armonia con me stesso e con gli altri e vedere i sorrisi nonostante i conflitti passati. Conoscendo i “polli” sicuramente non bastano due sorrisi e tre brindisi per appianare il tutto, ma un primo passo è stato fatto e ringrazio anche Erika per aver fortemente voluto tutto questo.
E’ facile, grazie al mio lavoro, applicare le cosiddette “tecniche di pnl”. Il solo fatto di spiegarle e dimostrarle nella pratica, mi permette di essere sempre più abile e di aiutare le persone ad esserlo.
Da qui a Dicembre con tutti i corsi di PNL che farò in giro per l’Italia sarà un allenamento straordinario e un modo per sperimentare cose nuove e ne sono ovviamente soddisfatto. Sono contento perchè ho praticamente finito di scrivere il manuale “Liberi di Vedere” e registrerò altri 4 dvd e 1 cd di rilassamento.
Ma l’applicare quello che conosco in una situazione così intima e importante mi ha reso ancora più felice.
A.
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MAGIA
Scritto da Andrea il luglio 24, 2007 – 7:39 pm -Cos’è per te la MAGIA?
Che cosa è magico nella tua vita oggi?
Ha a che fare solo con Harry Potter? Ha a che fare con fatti o accadimenti inspiegabili che tu non puoi determinare? O forse ha a che vedere con ognuno di noi, con la nostra sensibilità , le nostre risorse più “alte”, risorse alle quali qualche volta ci è capitato di accedere? Immagina questo: stai parlando con una persona, come tante volte ti è capitato di fare, ti trovi bene con lei, parlate del più e del meno e, ad un certo punto, cominci a vivere delle sensazioni particolari. Entri in uno stato di connessione profonda, una situazione normale diventa quasi “angelica”…Sei totalmente connesso con la persona che hai davanti, entri nei suoi occhi, come se tutto intorno a voi non esistesse più, ci siete solo voi due, quegli occhi, quella magia.Oppure questo: stai lavorando…stai facendo la cosa che più ti piace al mondo. Non lo puoi chiamare lavoro perchè è la tua passione. Ti riesce facile, ti diverti, non finiresti mai e ti ci dedichi anima e corpo semplicemente perchè ti piace. Sei nel tuo, come si dice e tutto sembra non finire mai e non finiresti mai…il tempo scorre e tu non te ne accorgi perchè stai creando.O ancora: ti stai dedicando al tuo sport preferito, quel giorno ti senti in forma, ti alleneresti per ore al massimo e non finiresti mai. Sei “nel flusso” di energia che ti permette di dare e ottenere il massimo semplicemente.Quante volte ti è capitato di vivere situazioni simili? Molte probabilmente, così come a tante persone.Per me queste sono situazioni magiche, che non sono capitate per caso,ma che in qualche modo hai contribuito a creare. Sarebbe troppo riduttivo parlare di coincidenze o casualità .Penso piuttosto che siano “causalità ”.Penso fortemente che a ognuno di noi capitino situazioni che ci fanno vedere cosa abbiamo dentro, ma quello che ne facciamo di queste occasioni dipende da noi.
Possiamo viverle una volta e dire “è stato bello” o “troppo bello per essere vero” oppure riflettere per capire in che modo possiamo condizionare quello stato.
Concentrarci sul fatto che se ci è capitato più volte, in qualche modo ne siamo protagonisti e responsabili.
Abbiamo il potere di rivivere ogni giorno quello stato particolare e condizionarlo.
Possiamo farlo sempre…PER SEMPRE.
Può non essere facile, può essere impegnativo, ma COSTI QUEL CHE COSTI, è quello che ci ha permesso di vivere quella magia.
Prova a fare questo: Prenditi qualche minuto per ripensare a quella situazione “magica”…dov’eri…con chi…cosa provavi…cosa ti dicevi…come respiravi… qual’era la tua espressione facciale…la tua postura com’era…e in che punto del tuo corpo sono concentrate ora quelle sensazioni… identificalo…ora…vivile appieno. E fai espandere quelle sensazioni in tutto il tuo corpo… riempiti di quella magia adesso…Mantieni quello stato e nota come percepisci le cose in questo momento.Cosa c’è di diverso? Cosa puoi fare quando sei così? Renditi conto che TU hai creato questa magia e che la puoi creare ogni giorno.
A.
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1 minuto di 2400 secondi
Scritto da Andrea il luglio 11, 2007 – 4:22 am -Sono appena rientrato a Carrara da Torino dove finalmente ho ripreso il mio tour nei centri Fly. Tra 2 giorni tornerò nel mio centro di Roma.
Era da Febbraio che non tenevo una serata a Torino e sono stato piacevolmente colpito dai partecipanti al corso. C’era un bel gruppo, la gente era partecipativa e desiderosa di ottenere risultati. Sono rimasto molto ben impressionato dal nutrito gruppo di collaboratori che Daniela sta creando. Dai più esperti alle new entry e, devo dire la verità, qualcuno mi ha ben impressionato per il carisma dimostrato.
Colgo l’occasione, oltre che per fare i complimenti ai ragazzi anche per ringraziarli dello splendido regalo che mi hanno fatto.
Stasera abbiamo anche fatto una premiazione della quale parlerò nel prossimo post.
L’argomento della serata era “Gestione del tempo” e riguardava soprattutto l’atteggiamento mentale che si ha nei confronti del tempo. Il “non ho tempo” è la scusa preferita dalle persone per giustificare il fatto che non riescono a fare qualcosa. Ci sono i professionisti della perdita di tempo, il problema è che non se ne accorgono.
Per deformazione professionale sono molto attento alle parole che le persone usano quando parlano e succede anche nei confronti del tempo.
Tendenzialmente i ritardatari hanno una visione distorta, nella loro mente del minuto. Per loro il minuto è si fatto da 60″. Peccato che tra 1″ e quello successivo passano 5′
. Ho amici che quando devono fare una qualsiasi cosa o stabilire quanto tempo ci impiegheranno ad arrivare in un posto dicono sempre “ci metto 2 minuti” oppure ” 10 minuti e sono lì”, magari dall’altra parte della città . Spesso è un modo di dire, ma sappiamo che i modi di dire sono generalizzazioni o distorsioni e queste sono credenze, e le credenze sono formate da parole.
E sappiamo che le parole creano la “nostra” realtà . Ecco quindi che nel momento in cui ti ritrovi a dire “ci metto 2 minuiti” non ti accorgi che ne sono passati 20 o 30. A fine giornata, la somma di “quei particolari 2 minuti” ti ha fatto perdere 2 o 3 ore senza che te ne accorgessi.
Cosa potresti fare con 2 ore in più?
Ricordo una volta un amico al telefono con la sua ragazza, che lo aspettava in macchina sotto l’ufficio, dire: ” Amore sto aspettando l’ascensore, dammi 1 minuto, scendo subito (era al secondo piano di un palazzo)”. E’ riuscito a scendere dopo 40 minuti!!!!�
Ti lascio immaginare l’umore della poverina (a parte che se lei lo ha aspettato per 40 minuti invece di andarsene, se l’è meritato
) quando lui è arrivato.
La domanda è, cosa ha fatto questo “fantastico” ragazzo per 40 minuti? Ha parlato al telefono, inviato sms, risposto cortesemente ai colleghi, bloccando di volta in volta le porte dell’ascensore. Ma alla fine, per lui era passato solo 1 minuto.
Perchè? Perchè? nella sua mente il concetto di tempo è “lievemente distorto”. I ritardatari sono quelle persone che se hanno un appuntamento tra 1h con una persona che dista 45 minuti da dove si trovano loro, riescono a partire quando mancano 10 minuti all’appuntamento. E cosa fanno in quei 50 minuti? Nulla di particolare, ma probabilmente si ripetono cose tipo “5 minuti e parto”.
Ora, com’è il tuo linguaggio nei confronti del tempo? Il tuo minuto da quanti secondi è composto?
E cosa puoi fare, eventualmente, per migliorare?
Fai questo esercizio per una settimana:
se sei spesso in ritardo� o ti ripeti che non hai tempo, osserva, annota quante volte ti capita di usare frasi come ” mi ci vuole 1 minuto” o “30 secondi e arrivo” e renditi invece conto a quanto corrispondevano “quel minuto” o “quei 30″”. Dopodichè, alla sera, somma tutti i minuti che hai “speso” realmente e datti come primo obbiettivo quello di dimezzarlo nei giorni successivi.
Fammi sapere come va.
AF
p.s. Cari Fliers di tutta Italia, son curioso di sapere i vostri risultati.
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