Sì…Dai…Bravo…così!!!

Scritto da Andrea il febbraio 20, 2008 – 8:49 am -

Voglio condividere un esercizio che ho dato da fare a un imprenditore con cui sto facendo coaching.

Pensa a un’area della tua vita in cui sai di essere veramente BRAVO! (non importa in cosa, potresti saper cucinare bene, o giocare bene a carte, o disegnare, qualsiasi cosa)

Ora prendi carta e penna e rispondi dettagliatamente a queste domande:

- Come sei quando sei bravo?

- Com’è la tua respirazione, la tua postura, quali gesti fai, com’è la tua espressione facciale?

- Cosa dici a te stesso quando fai quella cosa in cui sei bravo (elenca tutto ciò che ti viene in mente)?

- Quali sono le tue convinzioni riguardo a te stesso quando sei così?

- Quali sensazioni provi mentre svolgi quell’attività , dove le senti, in che punto del tuo corpo, che rotazione/movimento hanno queste sensazioni ?

Ora rileggi ciò che hai scritto e dopo averlo riletto un’altra volta chiudi gli occhi e rivivi le stesse identiche sensazioni…vedi ciò che devi vedere, ripeti mentalmente ciò che devi ripetere…

Ora pensa a un’area della tua vita in cui VUOI ESSERE PIU’ BRAVO, in cui vuoi migliorare.

Probabilmente se immagini la tua postura, la tua gestualità e ciò che ti dici mentalmente sono cose un pò diverse, giusto?

Bene, rispondi a queste domande:

Cosa accadrebbe se ORA, pensando a quell’area in cui vuoi migliorare, assumessi, la stessa IDENTICA postura, espressione facciale, gestualità , velocità di movimento e respirazione di quando sei BRAVO? Fallo ora…perfettamente uguale

ORA, con questa nuova postura, quali sensazioni nuove stai provando?

Dove le senti? Che movimento hanno? AMPLIFICA PIU’ E PIU’ VOLTE QUELLE SENSAZIONI…

E ora con questa nuova postura e queste sensazioni, cosa dici a te stesso in riferimento a quell’area della tua vita?

Quali sono nuove sane abitudini che puoi fare tue?

Con quali nuove espressioni scegli di descriverti in quell’area?

Scrivi e vivi in prima persona tutto quello che fai e ripeti questo esercizio per i prossimi 7gg, o 7 ore…o altre 7 volte ;-)

Qualcosa di meraviglioso capiterà ;-)

Se hai fatto bene questo esercizio ti sentirai meravigliosamente carico, sicuro e motivato a fare ancora di più proprio in quell’area che prima doveva migliorare.

E l’aspetto straordinario è che si può replicare in tutto ciò che vuoi.

A.F.


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Il coraggio ha ritrovato se stesso

Scritto da Andrea il febbraio 7, 2008 – 6:09 pm -

“Un giorno, la paura bussò alla porta, il coraggio andò ad aprire e non c’era nessuno”

Quante volte hai sentito, letto, ripetuto questa celebre frase?

Il problema è che con tutte le volte che ha aperto la porta senza trovare nessuno, il coraggio era incazzato, soffriva di solitudine e pensava che la paura, da un pò troppo tempo, lo stava prendendo per il culo.

Si era rivolto a me per delle sessioni di coaching perchè aveva perso l’identità . Non sapeva più chi era veramente, si ritrovava paralizzato, non lavorava più, aveva perso tutto il suo smalto, la sua determinazione.

Stava rimandando cose per lui importanti, si sentiva triste, confuso, quasi frustrato. Più che coraggio sembrava Scoraggio.

Era una situazione abbastanza surreale, ma siccome ho un pò di esperienza a riguardo,decisi di fargli vedere la situazione da un altro punto di vista:

“Se vedessi la scena dall’esterno, cosa succederebbe se non aprissi quella porta?”

“Probabilmente la paura continuerebbe a bussare con ancora più insistenza”

E cosa succederebbe se tu le urlassi di NON ROMPERE LE SCATOLE perchè hai da fare?”

“Conoscendola, insisterebbe fino a quando io non le apro”

E se tu, passando dal retro, la prendessi alle spalle lei cosa farebbe?”

“Scapperebbe, perchè di me ha paura”

Lei ha paura perchè tu hai il coraggio di guardarla in faccia?

“Esatto”

Ricordi un momento della tua vita in cui ti sei sentito veramente pieno di coraggio?”

“Sì, certamente”

“Entra ora in quella situazione, respira come respiravi, assumi la stessa postura, fai gli stessi gesti, con la stessa espressione facciale. Ripeti più e più volte con la stessa tonalità le cose che ti dicevi e amplifica questa sensazione stringendo il pugno”

“Ora, sono ancora io!!”

Fantastico e come decidi di agire ora?”

“E’ molto semplice, lascerà sempre la porta aperta.

Fu così, che da allora, trovando la porta sempre aperta, la paura restò a debita distanza, guardando da lontano quell’essere così sicuro di sè.


A.F.


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MA NON SAPEVO CHE IL FAVA…

Scritto da Andrea il gennaio 24, 2008 – 1:15 am -

Non vedo l’ora!!

Visto che il 2008 sarà all’insegna di grandi novità per quanto mi riguarda, sono molto contento perchè da qui a Luglio ho messo in programma 3 PNL Practitioner (Roma, Siracusa e Milano), 1 Liberi di Vedere (Milano 18, 19 e 20 Aprile) e 1 PNL Master Practitioner (Milano) a Giugno.
Come ogni inizio anno si parte con obiettivi ben definiti e con un sacco di idee che, per certi versi, lasceranno qualcuno a bocca aperta. ;-)

Eh sì! Perchè ho pianificato nel dettaglio 2 novità da far partire nei prossimi mesi.

Vi dico solo che, una di queste, per come la voglio fare, in Italia non esiste.

A.F.


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Attenzione ai “MA FUNZIONA?”

Scritto da Andrea il gennaio 13, 2008 – 5:32 pm -

Mentre i corsisti del Practitioner PNL fanno esercizio con le sottomodalità , ne approfitto per segnalarvi il blog di un mio amico.

Andate sul suo sito www.lucabaldisserotto.com (tra l’altro, lui non sa che sto scrivendo perchè è qui in giro a controllare i suoi collaboratori che fanno il corso) , leggete i suoi articoli e lasciate un commento :-) :-) visto che sul suo blog potete farlo ;-) .

Ieri, parlando con lui abbiamo condiviso delle esperienze che sono capitate a entrambi, cioè, quando hai a che fare con i “MA FUNZIONA?”.

I “MA FUNZIONA?” sono una popolazione strana, con delle convinzioni loro e con una forma mentis particolare :-) .

Fate attenzione perchè si presentano in forma umana, vestiti bene, ben educate e all’apparenza sicuri di sè, ma nascondono un tranello. Nel loro DNA hanno trovato dei componenti non umani. Geni non appartenenti al pianeta terra. E questo fà di loro casi più unici che rari.
Hanno delle credenze così limitanti su loro stessi e/o sul mondo che alla prima occasione vi sparano la loro domanda “intelligente” come fosse un’arma impropria: “sì, tutto chiaro quello che spieghi, MA FUNZIONA veramente?

All’apparenza potrebbero sembrare appartenenti alla popolazione degli SCETTICI, e invece no. Sono molto più pericolosi. Si I “MA FUNZIONA?” si incuneano tra gli scettici e usano lo scetticismo come apertura a una possibile comunicazione per poi sparare il loro veleno mortale: “MA FUNZIONA?”

Un portavoce degli SCETTICI ha lanciato un allarme contro il virus dei “MA FUNZIONA?”

Ha spiegato che è facile capire se si è stati contaminati, basta utilizzare quella domanda (“MA FUNZIONA?”) come abitudine.

Capite bene che è una delle domande più inutili che si possano fare.

Mi spiego meglio.

E’ ovvio che l’obiettivo di queste persone è avere la garanzia e la sicurezza che ciò che vogliono acquistare o a cui vogliono partecipare funzioni e faccia loro ottenere dei risultati. Quello che voglio dire è che la domanda in sè e per sè non ha senso perchè il più delle volte è formulata col presupposto nascosto che il servizio o il prodotto non funzioni e che sia una fregatura.

Mi è capitata recentemente una situazione analoga.

Dopo una serata sulla Comunicazione mi si è avvicinato un corsista per farmi domande sul mio corso “liberi di vedere”, spiegandomi che anche lui come me era miope e astigmatico e, siccome aveva sentito che ero riuscito a migliorare la vista con la pnl e che anche altri erano riusciti a farlo, voleva frequentare il corso.

Alla fine di tutto però, mi guarda e con sguardo complice e desideroso di verità mi spara la fantastica domanda: “Andrea, MA FUNZIONA davvero il corso?”

Al che, con molto candore e divertimento, gli ho chiesto: “Scusami ma che risposta vuoi con una domanda del genere? E’ ovvio che ti dica di sì� (l’ho fatto su di me e con decine di persone e soprattutto sarei scemo a espormi con una cosa del genere se non funzionasse. Certo!! clausola fondamentale è che le persone facciano esercizio)…”

La sua risposta a quel punto fu ( e lì ho scoperto che i MA FUNZIONA hanno un’identità e una realtà e sono una comunità :-) :-) ): “No dai sinceramente, dimmi la verità , FUNZIONA VERAMENTE? Sii sincero…”

Fantastico!!! Meraviglioso esempio di come,ai “MA FUNZIONA?”, non interessa la risposta reale , ma piuttosta la conferma di credenze o di pregiudizi che hanno in testa.

Mi chiedo: ” ma se gli avessi risposto di no, che non funziona niente e che tutto vale niente a questo mondo sarebbe rimasto più soddisfatto e contento della risposta?”

“O forse voleva sentirsi dire di no perchè altrimenti si sarebbe sentito in dovere di uscire da schemi mentali che non portano ad alcun risultato, ma lo fanno crogiolare nella sua zona di comfort?”�
Fortunatamente, sempre di più, ci sono antivirus potentissimi che molto facilmente possono estirpare il problema, far capire a queste persone che non ci sono per forza fregature e inganni al mondo, e che ci sono persone oneste e sinceramente disposte a condividere, con chi lo desidera veramente, le strategie e i risultati che hanno ottenuto .
W la Mappa che non è il territorio :-) :-) :-)

A.F.


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LIBERTA’ E’ POTER SCEGLIERE

Scritto da Andrea il dicembre 2, 2007 – 7:01 pm -

Sto scrivendo dal Master di PNL che sto tenendo a Milano e ne approfitto per condividere un argomento che ho trattato questa mattina.

Ho chiesto ai corsisti come avevano passato la notte, visto che stiamo studiando l’ipnosi e ieri sera nella parte finale del corso avevamo concluso con una “particolare” visualizzazione ;-) ;-) .

Una di loro, particolarmente felice, mi ha detto che per la prima volta da mesi si sentiva felice senza che fosse successo nulla per esserlo.

Al che, incuriosito le chiedo..“Perchè, cosa deve succedere di solito per essere felice?”

La risposta è stata: ” più che altro, di solito succede qualcosa che mi fa stare male e io devo utilizzare le tecniche.”

“Cioè?” chiedo io. “Si, sai, da quando faccio i corsi ho imparato tante cose e regolarmente le applico su di me per essere schermata ogni volta che provo emozioni negative.”

“Interessante. E funziona?” richiedo. “Si a volte funziona, soprattutto quando sono nello stato giusto. A volte non funziona totalmente, ma solo parzialmente”.

Per farvela breve, questa ragazza, prima di uscire di casa, faceva visualizzazione, meditazione, equilibrio emozionale e “chi più ne ha più ne metta” per poter non stare male e non annoiarsi, o, come lei stessa ha detto, non lasciarsi influenzare da persone regolarmente negative.

Un corsista molto saggiamente ha suggerito: ” E cambiare compagnia?” :-) :-) :-)
Ho preso spunto da questa ragazza per spiegare un concetto che mi sta molto a cuore.

Le tecniche di PNL, Respiro, Equilibrio Emozionale, EFT, Ipnosi sono un valido aiuto al miglioramento della qualità della vita di un individuo, a patto che le si usi nella maniera corretta e le si consideri nel modo giusto.

Nel momento in cui ne diventi schiavo o vittima e vivi la tua vita sulla base di quanto e di come hai visualizzato, integrato e respirato ecco che si perde questo valore aggiunto.

Ho un amico che si alza ogni mattina e ha il suo rituale: Sveglia, 15 minuti di visualizzazione, meditazione, 100 respiri, 14 punti, lettura di un libro sulla crescita personale per 20 minuti, prehiera, perchè è un fervente religioso e, solo dopo aver fatto tutto questo, può andare al lavoro e vivere la sua giornata.

Piccolo particolare, durante il giorno è perennemente stressato.

Un giorno un’amica comune gli ha detto: “Stai un mese senza fare nessun tipo di esercizio e vedi cosa succede.”

Risposta: “Sei pazza? Non posso mica farlo, sarebbe un mese di merda!”

Fiiiiiiigo!!

Che libertà!!

Che spensieratezza!!

Questo è l’esempio preciso di cosa significa non aver capito NULLA delle cose imparate.

Il problema è che come lui, tanti si improvvisano coach.

La stronzata più grossa del mondo è utilizzare le tecniche di qualsiasi diciplina come PANACEA di tutti i mali.

Le tecniche in sè e per sè non fanno nulla, E’ L’ATTEGGIAMENTO CON IL QUALE LE USI CHE FA LA DIFFERENZA.

Se la responsabilita della tua felicita la attribuisci alla PNL o a qualsiasi altra disciplina non hai capito NIENTE.

Tu sei responsabile della tua felicità e sei felice, contento, appagato e sicuro così, solo perchè decidi di esserlo.

La PNL, il respiro, l’equilibrio emozionale, il mythoself, l’ipnosi, ecc. sono un fantastico, pratico aiuto per amplificare questi stati.

Nel momento in cui le consideri come un valore aggiunto a quello che tu già sei e fai e non ne sei schiavo,allora hai uno strumento molto potente da poter utilizzare.

TU sei ok indipendentemente dalle tecniche e, nel caso in cui non dovessi usarle, saresti comunque ok.

Questa è libertà : Poter scegliere.

A.


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GUIDO…LA MENTE!

Scritto da Andrea il novembre 20, 2007 – 2:58 pm -

L’altro giorno ero in coaching con un ragazzo, Guido, che ha (anche se a questo punto, con grande soddisfazione, potrei dire aveva :-) ) dei tic nervosi molto particolari.

Da 22 anni (ora ne ha 26) a questa parte ha convissuto con questi in maniera straordinaria, nonostante fossero molto evidenti e per lui sicuramente imbarazzanti. La prima volta che l’ho visto mi ha fatto una bellissima impressione perchè, non potendo nascondere la cosa (erano molto visibili e anche sonori), non si giustificava, anzi ci scherzava.

Per conviverci in questi anni ha sviluppato delle caratteristiche straordinarie di simpatia, ironia, divertimento e carisma. Caratteristiche che gli stanno permettendo di ottenere ottimi risultati anche nel lavoro (fa il venditore e gestisce una squadra di 40 persone!!).

Si è rivolto a me perchè, dopo numerosi tentativi falliti e non volendo più drogarsi con psicofarmaci e cagate varie (chiedo scusa per la parola “psicofarmaci” :-) ), qualcuno gli ha detto che con la PNL si poteva fare qualcosa per il suo “problema”.

Dopo aver capito com’era la “strategia che metteva in atto per creare i tic” e avergli spiegato come si sarebbe svolto il nostro lavoro, abbiamo iniziato a dare alla sua mente una “strategia diversa”, un percorso nuovo che per 22 anni non aveva preso in considerazione.

Risultato:dall’avere un tic ogni 2 minuti è stato 1 ora e mezza senza farne, il tutto stando totalmente tranquillo e sereno e questo per lui è un risultato straordinario.

Ora il lavoro è sempre più facile.

Ora Guido ha scoperto che può scegliere da che parte andare.

Ora, serve solo un gran lavoro di condizionamento.

E son sicuro che motivato e orientato al risultato com’è, vincere una volta per tutte la sua sfida.

Vi terrò aggiornati.

AF


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HEADCOACH in COACHING!

Scritto da Andrea il novembre 8, 2007 – 5:52 am -

Sono molto felice perchè mi sto ridedicando al coaching personale.

Ho iniziato nel 1997 e al tempo, pur non avendo l’esperienza che ho adesso, facevo coaching a chiunque mi capitasse a tiro. “Coachavo” ogni persona che potesse avere un problema o volesse ottenere più risultati nel lavoro o nella sua vita e quando c’erano delle situazioni molto “toste” mi entusiasmavo ancora di più.

Il mio lavoro spesso mi porta in giro per l’Italia per corsi aziendali o aperti al pubblico e negli ultimi tempi mi ero dedicato completamente ai seminari, raramente facevo coaching personali.

Negli ultimi 2 mesi invece ho deciso di riaprire quella porta e sto allenando 5 persone, naturalmente in programmi diversi e con modalità differenti, al raggiungimento dei loro obbiettivi.

La parte più stimolante del processo è vedere le persone la prima volta cariche di aspettative per i risultati che vogliono raggiungere e allo stesso tempo un pò “impaurite dall’ignoto” (Cosa si fa durante le sessioni di coaching?) acquisire una sicurezza in se stesse e una determinazione straordinarie.

Il percorso è semplice:

1- identificare dove vogliono andare

2- identificare cosa devono fare per raggiungere il loro risultato (la strada da percorrere)

3- (la parte più importante) capiscono come devono essere per raggiunere ciò che vogliono

4- Agire!!

Il mio lavoro a quel punto è semplicissimo: devo semplicemente essere il più grande Rompic……. :-) :-) :-)che esista sulla faccia della terra.

Vi assicuro che non è solo una battuta (chiedete in giro :-) ).

Credo fermamente che il motivo per il quale le persone con cui lavoro ottengono i risultati che vogliono sia dovuto al fatto che il mio focus è fare in modo che ogni giorno lavorino sulle loro caratteristiche migliori e le condizionino a tal punto da farle diventare sane abitudini.

E quando entra l’abitudine, quella caratteristica è parte di te, diventa il tuo stile di vita.

La figata è che si può fare facilmente e velocemente:basta conoscere le “istruzioni per l’uso” del nostro cervellino…e in quello penso di prenderci un pochino ;-) ;-)

A.F.


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NON SONO D’ACCORDO…CI DEVO PENSARE…NON HO TEMPO E…COSTA TROPPO!

Scritto da Andrea il settembre 29, 2007 – 9:39 pm -

Arrivo da un mese abbastanza “tosto” in giro per l’Italia per dei corsi aziendali, e nella maggior parte ho tenuto corsi di comunicazione persuasiva e pnl.

La cosa che amo di più è  dare “la mia impronta” ad un argomento sicuramente affascinante ma altrettanto gettonato e talmente particolare che si è soliti credere di sapere già tutto.

Una delle parti che amo di più è legata al potere delle domande (il metamodello) e all’applicazione pratica nella vita come nel lavoro.

Inizio sempre dicendo che il pensare non è altro che porsi delle domande e darsi delle risposte (so che in questo momento vi state facendo una domanda e vi state rispondendo…anche adesso…anche ora che state ridendo :-) :-) ).

Non è possibile non farsi domande, chiunque si fa o fa domande fortunatamente o sfortunatamente.

La questione è quali domande fai e in che modo, cioè, in che stato d’animo le fai?

Nella comunicazione c’è una massima che dice: chi domanda, comanda!

Dipende, secondo me, giusto per imbastardire la teoria è : Come si domanda, dà la possibilità di comandare!

Non è per forza la domanda che ti dà il comando della comunicazione, ma piuttosto, la qualità delle domande e l’uso che fai delle risposte che ti dà l’interlocutore.

Nei corsi di vendita la parte più divertente è legata alla gestione delle obiezioni: il vero nemico di ogni venditore.

Chiunque venda qualsiasi cosa sa che ci saranno obiezioni. C’è gente che vende da 20 anni e sa che gli arriveranno sempre le stesse obiezioni, eppure, teme ancora l’obiezione.

Mi si intenda, non sto dicendo che non si sappia risolvere eh Noo, tutti sanno quali sono le domande per risolvere le obiezioni. Il problema è legato al termine stesso: obiezione!

In qualsiasi corso o libro di vendita che si rispetti viene spiegato il concetto che l’obiezione è un aspetto positivo, perchè? Perchè vuol dire che il cliente è interessato al prodotto o al servizio.

Io, giusto per rompere un pò le scatole, sostengo che non è per forza vera quella affermazione, perchè ci sono delle dinamiche durante il processo di vendita, e, la pnl ha spiegato (grazie ai metaprogrammi) che non per forza ci deve essere l’equivalenza complessa “se mi fa obiezioni è perchè è interessato”.

Credere che sia così va comunque bene.

Se sei un venditore alle prime armi � meglio credere che sia una cosa positiva invece del contrario, ma se sei un venditore esperto sai che non per forza è così.

Durante i corsi spiego che c’è un modo estremamente efficace per risolvere e gestire un’obiezione: NON FARSELA FARE!

Quando dico questo di solito i corsisti mi guardano con la stessa faccia di te che stai leggendo e, a questo punto sostengo la mia tesi.

Se è vero, come è vero, che sei un venditore esperto (ma anche alle prime armi va bene) allora saprai che nella vendita di ogni prodotto e/o servizio ci sono sempre le 3 o 4 obiezioni preferite dal cliente.

Lo sai, da che mondo e mondo ce ne sono, e bene o male son sempre quelle. Uno dei modi più efficaci per gestirle è renderle un punto di forza nella cornice d’accordo che fai con il tuo cliente.

Fargli capire che non sei come tutti gli altri, che hai e dai qualcosa di diverso e il solo fatto di aver anticipato quanto, presumibilmente, ti vorrà chiedere, ti farà fare la differenza ai suoi occhi.

Come fare per anticipare le obiezioni?

Ci sono diversi modi, ti elenco quelli, secondo me, più importanti:

1- Crea grande Rapporto con il tuo interlocutore (diventagli amico) e nel fare questo fai in modo di dargli subito un qualcosa che lo possa incuriosire, stupire. Al che vorrà ascoltarti.

2- Prendi quante più informazioni possibili su di lui legate non solo alla sua attività (quello lo fanno tutti), ma alle sue caratteristiche comunicative (impara i suoi metaprogrammi, le sue ancore, il suo linguaggio del corpo, i suoi segnali di gradimento, le sue keywords) e fatti una scheda dettagliata di queste.

3- Prepara un vestito “su misura” x lui con il tuo prodotto/servizio legato alle sue caratteristiche comunicative e inserisci le eventuali obiezioni (ricordati che tu sei un sarto, la stoffa è uguale per tutti, ma il vestito che va bene al tuo cliente non va bene a nessun altro)

Allenati a preparare il tuo gioco nel migliore dei modi. Questo non ti garantirà il fatto che non ti farà obiezioni, perchè qualcuna carina e particolare ti capiterà sempre, ma ti darà la possibilità di giocartela al meglio e, soprattutto, potrai scoprire quanto è più facile di quello che pensi.

Ah, ovviamente, sei sei un venditore esperto, ma che proprio ne sa tanto, non credere a una sola parola di quanto ho scritto ;-)

A.F.


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COERENZA in prima (VERDE)LINEA

Scritto da Andrea il settembre 16, 2007 – 11:08 pm -

Ieri ero a Pavia, mia amata città natale, e dopo un pranzo da mamma sono andato a trovare il mio amico Corrado, titolare, insieme a suo fratello Matteo della palestra Verdelinea.

Erano mesi, dato il mio trasferimento a Carrara, che non ci ritornavo e avevo voglia e bisogno di tornare in un posto che per diverse ragioni mi stimolava al benessere sia fisico che mentale.

“Va beh, Fava, dai, in fin dei conti è una palestra, niente di più. Vai lì ti alleni e stai bene, è il compito di ogni palestra, ce ne sono migliaia in Italia”.

Vero, ma per quanto mi riguarda questa è diversa dalle altre per più ragioni.

Una delle cose che più insegno e, logicamente, apprezzo è la qualità del lavoro, intesa non solo come bravura, ma come un mix di passione+focus+professionalità +sensibilità +divertimento. Ogni volta che faccio una sessione coaching con qualcuno il mio obbiettivo è fare in modo che la persona riceva da me quel cocktail di caratteristiche. Non lo faccio per lei, lo faccio per me, sono io che voglio entrare in quello STATO (minchia come parlo da uno che ne sa!!! :-) :-) :-) ), perchè so che nel momento in cui io sono così, automaticamente riesco a trasferirlo a chi ho davanti.

Il concetto più importante da capire della PNL è la COERENZA, intesa come “vivere in prima persona esattamente quello che si sta dicendo, o cercando di trasferire”.

Purtroppo, nel mio campo, tanti “piennellari” ( quelli che sanno la PNL) sono ancora troppo attaccati alla tecnica giusta da fare col cliente (il “ricalchino non verbale”, la guida, il VAK, il mappare la sbiriguda della scarpallaccia, ecc) ed essendo troppo concentrati su quello,sminchiano (termine tecnico imparato al Trainer’s Training.� E’ per pochi eletti ;-) ) tutto quanto.

Dico sempre ai miei allievi di diventare dei PIENNELLISTI (quelli che applicano la PNL) e di cercare il più possibile di essere,in primo luogo loro, quello di cui stanno parlando. Un secondo prima di parlare di passione, sicurezza, felicità , amore, coraggio, professionalità , sensibilità, complicità , ecc. CERCA TU DI ESSERE quelle caratteristiche. Ricerca la coerenza, vivila al 100%, almeno sai di cosa stai argomentando.

Tra i tanti personal Trainer che ho conosciuto, Corrado rappresenta esattamente il concetto di coerenza. Sempre impegnato a migliorare, a cercare un aspetto nuovo nel suo lavoro che può dargli un valore aggiunto. Quando ci incontriamo passiamo ore (come ieri) a parlare di vendita, di coaching, di miglioramento della qualità del servizio, di idee che vuole realizzare (a pensarci bene gli faccio delle coaching gratuite…bastardo ;-) ;-) :-) ).

Un’ora di personal training con lui non significa allenarsi con uno che ti segue, ma ALLENARSI CON QUALCUNO CHE TI FA DARE QUELLO CHE LUI DA A SE STESSO: sempre focalizzato su quello che stai facendo, su ogni esercizio, e ancora di più, su ogni micromovimento, ti fa vivere ogni singolo esercizio al massimo delle tue possibilità sia fisicamente che mentalmente e se non hai dato il 110%, non è un problema, rifai, fin quando non hai dato il massimo.

La cosa straordinaria è che tutto lo STAFF è addestrato a fare così.

Non è un caso che sia la palestra migliore in città , esprime esattamente ciò che i suoi istruttori rappresentano.

Andrea


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MAGIA

Scritto da Andrea il luglio 24, 2007 – 7:39 pm -

Cos’è per te la MAGIA?

Che cosa è magico nella tua vita oggi?

Ha a che fare solo con Harry Potter? Ha a che fare con fatti o accadimenti inspiegabili che tu non puoi determinare? O forse ha a che vedere con ognuno di noi, con la nostra sensibilità , le nostre risorse più “alte”, risorse alle quali qualche volta ci è capitato di accedere? Immagina questo: stai parlando con una persona, come tante volte ti è capitato di fare, ti trovi bene con lei, parlate del più e del meno e, ad un certo punto, cominci a vivere delle sensazioni particolari. Entri in uno stato di connessione profonda, una situazione normale diventa quasi “angelica”…Sei totalmente connesso con la persona che hai davanti, entri nei suoi occhi, come se tutto intorno a voi non esistesse più, ci siete solo voi due, quegli occhi, quella magia.Oppure questo: stai lavorando…stai facendo la cosa che più ti piace al mondo. Non lo puoi chiamare lavoro perchè è la tua passione. Ti riesce facile, ti diverti, non finiresti mai e ti ci dedichi anima e corpo semplicemente perchè ti piace. Sei nel tuo, come si dice e tutto sembra non finire mai e non finiresti mai…il tempo scorre e tu non te ne accorgi perchè stai creando.O ancora: ti stai dedicando al tuo sport preferito, quel giorno ti senti in forma, ti alleneresti per ore al massimo e non finiresti mai. Sei “nel flusso” di energia che ti permette di dare e ottenere il massimo semplicemente.Quante volte ti è capitato di vivere situazioni simili? Molte probabilmente, così come a tante persone.Per me queste sono situazioni magiche, che non sono capitate per caso,ma che in qualche modo hai contribuito a creare. Sarebbe troppo riduttivo parlare di coincidenze o casualità .Penso piuttosto che siano “causalità ”.Penso fortemente che a ognuno di noi capitino situazioni che ci fanno vedere cosa abbiamo dentro, ma quello che ne facciamo di queste occasioni dipende da noi.

Possiamo viverle una volta e dire “è stato bello” o “troppo bello per essere vero” oppure riflettere per capire in che modo possiamo condizionare quello stato.

Concentrarci sul fatto che se ci è capitato più volte, in qualche modo ne siamo protagonisti e responsabili.

Abbiamo il potere di rivivere ogni giorno quello stato particolare e condizionarlo.

Possiamo farlo sempre…PER SEMPRE.

Può non essere facile, può essere impegnativo, ma COSTI QUEL CHE COSTI, è quello che ci ha permesso di vivere quella magia.

Prova a fare questo: Prenditi qualche minuto per ripensare a quella situazione “magica”…dov’eri…con chi…cosa provavi…cosa ti dicevi…come respiravi… qual’era la tua espressione facciale…la tua postura com’era…e in che punto del tuo corpo sono concentrate ora quelle sensazioni… identificalo…ora…vivile appieno. E fai espandere quelle sensazioni in tutto il tuo corpo… riempiti di quella magia adesso…Mantieni quello stato e nota come percepisci le cose in questo momento.Cosa c’è di diverso? Cosa puoi fare quando sei così? Renditi conto che TU hai creato questa magia e che la puoi creare ogni giorno.

A.


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